Pensavamo di esserci liberati degli shorts

Diciamocelo, con l’avvento della stagione “fredda” ( o comunque con l’addio al solleone), abbiamo sperato di dir loro addio, di mai piu’ rivederli, di salutare con estrema gioia la loro dipartita e magari sperare in un cambio repentino dei gusti modaioli, che ne so, per la prossima estate.. Una decisa virata verso il bermuda non mi dispiacerebbe.

Io di certo ho sperato di vederli riporre per sempre in pattumiera (invece che “per quest’anno”, in cassetto), e invece..

E invece.

Di cosa sto parlando?
Degli shorts “giropatata”, degli shorts che hanno imperversato sulle strade sulle spiagge nei vicoli e (non solo, purtroppo) in discoteca.

E perché con rimpianto vedo sfumare il mio sogno di poter dimenticare la loro esistenza, di godermi in Santa pace non solo il ritorno nel mio armadio delle amate giacche e degli adorati cappotti (sono freddolosa, AMO smodatamente i miei cappotti).. Ma anche l’addio alla giornaliera esposizione di cosce cellulotiche, culi strabordanti, panze prominenti e tutto il resto di “difetti” fisici che l’odiato capo di vestiario impone impietosamente a chiunque l’indossi normalmente.
Ovvero che non sia una modella tisica.

Per carità al mondo c’è ancora libertà di stampa. Ma difronte a certi scherzi della natura, che pure si aggirano ignavi (o forse felici possessori non solo di cosce imponenti come le querce canadesi o di un culone degno di farci atterrare gli F16, ma anche di una parure completa di specchi di legno), non posso che vibrare, ancora, la mia veemente protesta a non vedermi sbattere in faccia la carne altrui con tanta mancanza di rispetto.
Nei miei confronti.

Si, perché l’innocenza rubata ai miei occhi da certe visioni, chi me la riporterà?

Nessuno se ne frega, a quanto pare, e se lo shorts estivo ha forse aperto certi
Inaspettati, salvifici orizzonti di areazione nel caldo torrido di questa estate, io che li vedo trionfare anche nei cataloghi invernali, corredati di maglioncino e sciarpa di lana, calzettone alla caviglia e nulla più, proprio non riesco a comprendere il recondito perché di questo diktat.
Tango più che una gamba grassoccia livida si freddo non e’ molto più godibile di una gamba grassoccia normale.. Anzi.

Sospetto un complotto per solleticare il mio disgusto per l’orrido ma davvero, gente.. Non datemi tutta questa importanza! Ignoratemi anzi.. Lo preferisco!

E datemi pure della zitella vittoriana, della nonna o della parruccona, ma preferisco farvi ridere così, che farvi schifo cosa’.

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