Outlet + Natale = Outlet del Natale

E’ arrivato il Natale.

O meglio: questo è quello che vogliono farci credere i supermercati, i negozi, le televisioni, …e la miriade di outlet e magazzini di cineserie che, non so dalle vostre parti, ma dalle mie sono spuntati come funghi nelle ultime due o tre settimane. Alcuni da settembre, anche.

Sarà la Crisi, sarà che la gente compra poco, fattosta’ che da queste parti quasi tutte le fabbriche e fabbrichette (quelle che ancora resistono) hanno aperto un proprio spaccio/outlet di prodotti, con vendita al pubblico a prezzi stracciati.

E al pubblico piace, credetemi, piace da morire.

Piace perchè tutti noi ci poniamo difronte alla stessa domanda, ora come ieri: perchè dovrei pagare il doppio per la stessa cosa, solo andandola a comprare in negozio o al supermercato, quando invece la posso comprare al discount, all’outlet aziendale, o al mercato/ino a metà prezzo?

E se prima qualcuno di noi si faceva ancora qualche remora sulla catena di distribuzione, sulla comodità dei grandi supermercati (che però hanno ammazzato il piccolo commerciante, ma che vuoi farci, è il progresso…) o sulla certificazione/bontà dei prodotti, ora che abbiamo dovuto stringere i cordoni della borsa cominciamo a fregarcene un pò di più. Al diavolo, ci diciamo: i cinesi hanno una cultura millenaria, riempiono il mondo, sono in metà di mille… se sopravvivono loro mangiando o usando la loro roba tarocca, perchè non dovremmo farlo noi?

Perciò ecco, mi dico, ecco perchè c’è la fila anche fuori dai mega magazzini del made in China, dove con pochi centesimi ti porti a casa un patrimonio in prodotti per la casa (a volte anche di marca, come quelli venduti nei centri commerciali, non crediate), per la pulizia, per la maccina, per gli amici a quattrozampe e anche per quelli a due… e per il Natale.

Ed ecco perchè mi mette allegria cominciare ad andare a caccia di outlet del Natale ancora a Novembre: per soppesare, valutare, comparare i prezzi, cominciare a farmi un’idea e, alfine, giungere preparata al prossimo Natale. (e perchè no, magari risparmiare qualcosina).

E’ come una droga. E poi, le cosine di Natale mettono così tanta allegria!

Riconosciamolo: a Natale, siamo tutti più spendaccioni.

Qualcuno di noi però sta anche attento al portafoglio, e allora eccoci a ingegnarci per risparmiare qualche soldino sugli ammennicoli e arredi vari, e non perderci al tempo stesso la gioia di girare per bancarelle, scaffali imbanditi, magazzini stracolmi, e valutare la merce, soppesare, immaginare come starà questo o quel soprammobile (pallina colorata, puntale per l’albero, statuina del presepe, centrotavola, tovaglia ricamata, sottobicchiere, bicchiere, tazza, piatto, sottopiatto, segnaposto, portatovagliolo……….) in casa nostra. Le possibilità sono infinite, e tutte a portata di mano e portafoglio, non resta che l’imbarazzo della scelta.

Non sta a me analizzare la psicologia di questo fenomeno, quasi un’isteria di massa. La gente compra da sempre, e riempie le dispense da sempre, per dimostrare il proprio benessere, no? Si dice che le donne comprino infinite derivazioni degli stessi oggetti solo per quel senso di sicurezza che da loro possedere una cosa, comperarla, affermare la propria individualità,… solo per quanto bene le fa stare comprare. in alcuni casi esageriamo, ma prima o poi, in un modo o nell’altro, lo facciamo tutti.

Compriamo.

Risparmiamo. Compriamo di più, di meno, cose che servono, cose che non servono. Raramente buttiamo, raramente riutilizziamo. A volte dimentichiamo.

Personalmente, non mi vergogno a dirlo, ADORO le cose di Natale. Mi fanno allegria, dolcezza, mi ricordano l’infanzia, mi fanno tornare bambina. ADORO i peluche, e mi si stringe il cuore a vederli impilati, o buttati qua e là nei cestoni: li porterei a casa tutti. Il mio albero di Natale deve essere paffuto e ciccioso di cose, non rachitico, non spento. Deve essere un tripudio di allegria, fili colorati, palline, campanellini, personaggini, fuffa.

Colleziono renne, assieme alla mia mamma, e non è Natale se non troviamo almeno una renna nuova da appendere all’albero, già stracarico. E’ una Tradizione che dura da trent’anni, e va onorata.

Devo andare avanti? Non credo: nel suo intimo, ciascuno di voi si sarà riconosciuto in qualcosa di quanto ho detto. Ciascuno di voi, forse, pensrà segretamente come me che, forse, se avremo sistemato tutto perbene e riempito la casa di ninnoli, e l’albero di palle e filamenti e lucine colorate, e riempito dispense e piatti e cucinato e sfornato e impastato e agghidato perbene… ecco, forse nevicherà anche, quest’anno. Forse, dico forse, sarà un Natale Perfetto, propiziatorio di un anno perfetto.

Di “se” e “ma” e “forse”, dicono, son piene le fosse, ma noi crediamoci.

In fondo, costa solo pochi centesimi.

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