Mood for today: Turista, in my own city

ieri è successo dinuovo.

Al mio supermercato, (dico io, al mio Pam, dove praticamente sto di seconda casa, visto che ci vado almeno 3 volte a settimana… no, non sono malata, è che ho tante scale da fare e poco fiato, quindi rateizzo la spesa)

La cassiera mi ha dato della turista

Capita spessissimo, soprattutto commessi/e si rivolgono a me per default in inglese. A volte li lascio persino fare, divertita dalla cosa.

Poi rido e ammetto di essere italiana, e allora loro si “scusano” dicendomi che ho quell’aria un pò così (svagata? felice di essere in una città dove quasi tutti odiano essere? rilassata?) e che con il cappello, gli occhiali, e per come sono vestita (da schifo? da turista tetesca in campeggio? sbragata??) e per il colore dei capelli (? il color turista??) sembravo straniera.

Nel dubbio, lo prendo sempre come un complimento divertente, si. Per quell’aria di svago e divertimento che mi mette addosso la mia città, evidentemente (si, mi piace ancora girarla “in avanscoperta”, proprio come una turista, anche dopo 10 anni e più della nostra liaison…e si, lei ha ancora qualcosa, anzi molto, con cui stupirmi), per quel tratto cosmopolitano e da cittadina del mondo che, per fortuna, non sembro ancora aver perso.

Per quell’aria anche un pò naif, sognante forse, meravigliata, che devo avere, anche quando vado a fare la spesa (o forse sono tutte quelle foto che instagrammo a raffica? o forse la spesa da fame che faccio, che parla di vita non stanziale e frigo semivuoti?? hm…)

E dopotutto allora penso anche che si, potrebbe essere davvero un privilegio essere una turista in questa (afosa) Milano di inizio giugno.

E quindi ecco, non mi resta che uscire, ad esplorare la mia città …e godermela

turista

o

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