Colorology: RED

Ci sto pensando da qualche tempo, al colore rosso, dico.

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All’insolita virata di gusto che mi ci sta portando, al colore rosso, e alla scelta di piccole, ma significative cose. di colore rosso appunto.

Anzi, ROSSO.

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Si perchè il rosso non è un colore ma un COLORE. Il rosso ha carattere, un carattere che non può nascondere e che, perciò, diventa difficile da gestire.

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Il rosso bisogna saperlo portare, il rosso bisogna saperlo gestire, cavalcare, domare… altrimenti si impone, ti comanda, e poi le cose finiscono male.

E’ per questo che, pur essendo il rosso il colore del mio segno zodiacale (nonchè della mia pietra zodiacale) me lo sono concesso con parsimonia, per non dire mai, nel corso della vita fino a qui. Perchè il rosso, tutto sommato, mi mette in imbarazzo e mi spaventa.

Mi terrorizza anzi.

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Mi terrorizza indossarlo, e per forza di cose farmi notare (si, perchè il rosso è un colore che attira l’occhio su chi lo indossa, non c’è niente da fare, no?). Io, che se c’è una cosa che odio è farmi notare, soprattutto per strada o fra la gente.

Mi terrorizza indossarlo e, magari, scatenare il commento: “guarda li che zoccolame”, che inevitabilmente sfiora la mente di alcuni, quando vedono un rossetto rosso, uno smalto rosso, un vestito rosso. Vedono rosso, capite, e non capiscono più nulla.

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Mi terrorizza e mi irrita, che il rosso sia stato così tanto sessualizzato da essere diventato praticamente importabile, almeno per me. E non ditemi di no.. sapete che cosa voglio dire:

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Mi spaventa e mi irrita talmente tanto che, finora, ho preferito scegliere tinte simili, pur di evitare il rosso: il fucsia, ad esempio. Uno dei miei colori estivi preferiti, soprattutto nelle sue declinazioni shocking e fluo, è solo unaa scelta di compromesso fra la voglia di “energizzarmi l’anima” e quella di “non farmi notare troppo”, non essere troppo eccentrica o sopra le righe, non espormi troppo.

Si lo so, sono ragionamenti da malata di testa, ma non sono l’unica a farli… vero?

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E tuttavia, proprio per spronarmi a superare le mie fissazioni, idiosincrasie, e paure, ho cominciato con la mia piccola, personale rivoluzione. A piccoli passi, ma significativi.

Uno smalto rosso riviera, un rossetto rosso scuro, e forse, quando sarò pronta, uno rosso accesso. Magari una borsa, o un paio di scarpe, che poi non saprei abbinare ma fa nulla, ormai non si abbina più nulla.

Una canotta indossata con i jeans, un fermaglio per i capelli.

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Piccoli dettagli di rosso per ricordare a me stessa di non arrendermi, di non farmi intimorire e non cedere, di tornare padrona di me stessa, e dello spazio intorno a me.

Per ricordarmi la regola fondamentale dello stile che, come dice la mamma, è: “cinq ghei puseèe ma rus” (5 centesimi in più, ma che sia rosso!).

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