Perchè disprezzo le riviste di moda

In partenza, il titolo di questo post avrebbe dovuto essere “perchè odio le riviste di moda“, poi ci ho pensato, e ho capito che “odio” è un sentimento troppo forte, che mal si adatta a quello che provo realmente per le riviste di moda. Tutte le riviste di moda, nessuna esclusa, da quelle uber-patinate e stra-osannate (tipo Vogue) a quelle più o meno scemoline e terra a terra, pallide imitazioni e wannabe-Vogue (ovvero tutte le altre che non sono Vogue).

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C’è da dire che però una buona dose di disprezzo, per tutte queste riviste, io la coltivo già da un pò. L’urto che mi sale ogni volta che me ne capita una tra le mani, vuoi per caso, o perchè mi regalano l’abbonamento, etc. etc. non posso più tacerlo, e perciò, ecco questo post.

Si tratta, e me lo potete certamente obiettare, di un disprezzo anzitutto intellettuale, in gran parte intellettuale, ma non del tipo “snob”. La cosa è più complessa (e di certo io non sono quella che legge solo premi Pulitzer per la letteratura anzi, ho un gusto abbastanza trucido per i libri, visto che penso che siccome la realtà è già abbastanza dura, almeno nei miei momenti di svago voglio spegnere il neurone e godermela, mollare gli ormeggi, e via).

  1. contenuti, questi sconosciuti: la prima obiezione, puramente intellettuale, si, è quella a proposito dei contenuti. sono ormai anni che sfoglio le riviste di moda, e non so se prima ce n’erano e poi ce li siamo persi per strada, oppure non ci sono mai stati e io non ci ho mai fatto caso, ma non ci trovo contenuti. Non uno, non uno che mi sia interessante. Mai.

Tanto che mi trovo sempre a chiedermi: ma cosa li inseriscono a fare, tutti questi articoletti falso-impegnati, buttati li solo per dare una parvenza (minima e veramente di una pochezza disarmante, così fuori contesto come è) di “utilità” intellettualoide alla rivista?

Voglio dire: ma c’è qualcuno che li legge davvero quegli articoli? Nessuno si urta come me vedendo l’ennesimo argomento “di attualità” trattato su una rivista che palesemente ha la sua unica raison d’ètre nel destinare spazi alle campagne pubblicitarie delle maisons di moda e nulla più? A nessuno indigna che gli argomenti di attualità e i loro ridicoli approfondimenti sono solo “tappi” buttati qua e là fra le pubblicità di borse che costano un occhio della testa e corpi nudi buttati in prima pagina perché così deve essere?

psst

Oddio, sono solo io che mi sono trasformata in una zitella vittoriana conservatrice e acida??

Ebbene, a me urta, e parecchio, così come mi urtano le interviste ai “personaggi” del momento: attorucoli e attricette (il più delle volte, spesso anzi, “nuove stelle del firmamento” resi famosi dalla fiction del momento, che io leggo i nomi e mi dico ma chi sei?? E non fatemi nemmeno cominciare a parlare de Il Volo e del più patetico tentativo di fare reverse marketing della storia… sti Oasis de noantri) sottoposti al solito teatrino de “dicci, come è cambiata la tua vita da quando sei famoso? (famoso??? se lo dite voi…)

Wonka_Sleep2. ma che, siamo tornati al liceo? In secondo luogo, e non perchè io sia o voglia essere una attivista femminista, ma: la psicologia della figa. Un concetto che, così trattato, speravo di essermelo lasciato alle spalle con la pubertà e il liceo, e i discorsi da oratorio.

E invece ma la ritrovo sbattuta un tot al kilo su ogni pagina e in ogni pubblicità, zizze al vento e passera che sbircia da qua e là.. in una rivista PER DONNE.

Questo ve l’ho già chiesto, ma: cosa mi sono persa? nell’anno Domini 2015 ancora le redazioni di moda, e i PR delle maisons sono convinti che sbatterci la coscia nuda della testimonial di tutto convinca noi donne a “voler essere come lei” e quindi a comprare quei prodotti all’inseguimento del sogno e bla bla bla?

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No, ma davvero? Davvero io dovrei immedesimarmi, trovare punti in comune, e persino sentirmi inferiore e quindi desiderosa di migliorare, rispetto alla Cara Delevigne di turno, che tutto fa tranne rappresentarmi, in qualsivoglia maniera e forma l’ideale femminile a cui dovrei assurgere?

Cate Blanchett, magari, lì posso darvi ragione.  Ma Cate Blanchett va bene per la copertina della rivista che vuol fare glamour, non per le pubblicità grondanti sesso e sottintesi, no? Troppo vecchia e abbottonata, vero? Non la troveremo mai con la zizza al vento e l’espressione bovina sui rotocalchi (e dio la ringrazi per questo, in fondo anche io sono umana e ho bisogno di punti di riferimento di stile).

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Ora, io sicuramente non solo il target più adatto per le case di moda (non ho tutti quei soldi e neanche se li avessi li spenderei per certe cose), ma ultimamente mi urto proprio. Mi urto a vedere usare il concetto trito e ritrito per cui per vendere devi buttarci il sesso, più o meno “innuito”.

Mi urto a vedere corpi buttati negli angoli in pose ridicole e giustificati come “editoriali” quando non sono nè più nè  meno che ennesime versioni di un catalogo Morgue – AI 2015/2016: pezzi di carne con l’espressività di un cadavere, ricoperti – o coperti male – con milionate di accessori.

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Mi urto per le scelte stilistiche che non stanno nè in cielo nè in terra, ma sottostanno alla legge per cui bisogna far vedere tutti i “pezzi” hot del momento delle collezioni degli stilisti “in voga”, non importa se fanno piangere lacrime di sangue le giustapposizioni dei colori, il taglio che non veste neanche un manichino taglia 25 e sta male pure alla modella, le ambientazioni ridicole, che poi sono sempre le stesse (alla faccia di design e creatività).

Non importa, davvero, l’importante è far vedere la pantofola col pelo di Gucci (1.200€), la clutch di McQueen, il cappottino Prada, l’inguardabile ennesimo obbrobrio di Cavalli, Dolce e GAbbaana, etc. etc.

Che magari a qualcuno vien voglia, no?

E non per prendermela con lei  ma.. niente, dovete perdonarmi, è che ogni volta che vedo un advertising con la cara Cara me la trovo davanti con questa espressione che dovrebbe essere seccsi (in chissà quale universo) ma a me sembra solo bovina e mi parte l’embolo.

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(a casa mia si usa dire: chiudi la bocca che entrano le mosche… così per dire…)

Si, mi parte e non c’è niente da fare, e oggi volevo condividerlo con voi. L’embolo dico.

3. i meravigliosi anni ’80.. e i campioni omaggio nelle riviste.

Parte dell’embolo, capite, mi è scoppiato proprio questa settimana, ieri per l’esattezza quando, ingolosita dalla presenza di un mini-lipstick di YSL in omaggio con Grazia, mi sono recata in edicola a fare una cosa che non facevo, a ragion veduta (e per i motivi di cui sopra) da anni: comprare una rivista.

Io che al massimo le sfoglio annoiata se mi capitano sottomano in qualche sala d’attesa, e che anche avendo l’abbonamento omaggio ho scaricato solo 1 su 3 dei numeri che ho avuto in regalo su edicola digitale questa estate.

Io quoque sono andata in edicola e ho investito questo 1,50€ per rivista + lipstick. Perchè mi sembrava un buon prezzo.

Cose che ti migliorano la giornata.. #grazia #ysl #nude #lipstick #gift @grazia_it ^^

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E ve lo devo dire: tanto contenta sono stata del mini rossetto che avrei comprato altre 3 copie solo per averne delle tinte diverse, quanto tentata sono stata di buttare in pattumiera la rivista senza sfogliarla. Perchè sapevo come sarebbe andata a finire.

(e invece no, non solo l’ho tenuta perchè ormai l’ho comprata e non si butta via niente e poi comunque la posso dare a mia madre così si fa due risate, ma l’ho anche sfogliata. Sfogliata, non letta. Leggere è un verbo che, come avrete capito, per me non si abbina a “una rivista”).

E così mi è partito l’embolo, perchè mi sono trovata a pensare agli anni ’80, quando la regola era che una rivista usciva con quei graziosi campioncini omaggio, e quindi ALMENO AVEVA UN SENSO COMPRARLA! (e in più abbinavi il ricordo positivo del regalo a quello di un’esperienza non altrettanto positiva)

Passati 30 anni, siamo ancora a quel punto, solo che quasi nessuna rivista più ti mette gli omaggi, sono diventate tutte tristemente stemegne (alias tirchie).

E non abbiamo imparato nulla, proprio nulla, zero nicht, nient: continuiamo a lamentarci della crisi dell’editoria, e andiamo avanti così, sempre sullo stesso binario.

Ma voi non vi siete annoiate di questa cosa??

noia

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