Da lover a hater in un battito di ciglia

O un anno e mezzo. O anche meno.

Nel tempo che ci mette la batteria del vostro telefonino (o in questo caso: del mio) a non tenere più la carica, a non tenerla per più doi quattro ore, a chiedere di essere ricaricata almeno due volte al giorno, se non di più, e a chiedervi il deprivante castrante sacrificio di avere uno smartphone che non potete tenere acceso. Per niente.

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Le foto? Scordati di farle col flash, consuma.

I giochi, scaricano troppa batteria.

Le app, si ma togli tutte le notifiche che scaricano, mettile push, e scarica una o due volte al giorno, al massimo. Sei pazza? Le mail no, scaricale da computer!

E scordati anche gli aggiornamenti automatici, che consumano e poi ti trovi a piedi senza neanche saperlo. E anche il wifi, meglio se lo tieni spento che ogni volta che il telefono cerca il dispositivo wifi la batteria va.

E la luminosità dello schermo tienila abbassata, massimo al 20%. Non importa se non ci vedi una mazza quando sei fuori e c’è il sole, tanto non lo devi usare comunque quel telefono.

Le chiamate, si, ma limitate. E attenta al vivavoce che, sai che c’è: consuma.

Consuma. Consuma. Consuma. E la batteria va.

Ma santoddio, ti chiedi a un certo punto: io 600 euri (se mi va bene, se no sono 900) di telefono cosa li ho spesi a fare, per avere l’ultimo modello e fargli le foto fighe con la cover di grido e tenerlo lì sulla mensola, spolverarlo ogni tanto?

E non c’è mica troppo da ridere: quelle che ho riportato sopra fedelmente sono le “regole del buon utilizzo” che più di una volta gli impiegati dell’Apple care mi hanno indicato di utilizzare se volevo che la mia batteria durasse. E non faccio proprio mistero della marca di cui sto parlando, perchè non sto dicendo niente che nessuno non sappia già.

E non ho esagerato, è proprio così che succede. È proprio questo che ti dicono quando chiami per lamentare che la tua batteria perde potenza e nel giro di due ore da che hai fatto la ricarica ti trovi a pietosi 70 – 60 o anche 50% per poi salutare il tuo telefono dopo meno di tre ore. Kaput. Muerto. Ciaobello.

E non sto scherzando neanche sul fatto di aver chiesto al customer care per che cosa l’ho comprato, sto telefono, se non lo posso usare.

E chissà come, misteriosamente, i problemi cominciano ad emergere proprio allo scadere dell’anno di “garanzia” offerta per default. Che io me lo spiegherei con un prodotto di fascia bassa, non certo con botte di 500 euro che vanno via come niente.

Per avere qualsiasi cosa, anche quello che per minimo sindacale ti spetterebbe, devi PAGARE. E per minimo sindacale intendo tutte le parti funzionanti correttamente anche dopo un anno di utilizzo, onesto e senza frode, del tuo dispositivo. Non sto parlando di buttarlo in acqua o sedercisi sopra, non sto parlando di sostituzione vetri o bottoni consumati, sto parlando di una maledetta batteria che per difetto di fabbrica – conclamato e riconosciuto – non tiene la carica nemmeno per una intera giornata.

Ora, io so che c’è chi ti risponde: se non ti sta bene cambia marca, o telefono. Hai scelto tu la Apple che, si sa, ti fa costare di più tutto quanto perché “stai pagando la marca”.

E si, avete ragione, se non fosse che proprio non riesco a trovare un dispositivo che mi offra le stesse prestazioni, la stessa comodità, feel e usabilità, li avrei mandati a quel paese da tempo ormai. Se non fosse che sotto sotto sono anche una vittima del lovemark (attaccamento alla marca, e, nella fattispecie, al look&feel, al sistema iOS, e alle linee), li avrei già mandati a quel paese.

Invece no, sono qui che mi dispero chiedendomi perché. Perché cara Apple che ti fai tanto un vanto di avere uno dei migliori customer care al mondo non ti vuoi rendere conto che non è vero? Non per me almeno (ma sono sicura di non essere la sola). Perché non ti vuoi rendere conto che non stai offrendo soluzioni palusibili, ma hai creato un problema? Perché non ti vuoi render conto che alla lunga, questa strategia del “paga e ti sarà dato” non può funzionare?

Perché io sono sola e poveraccia, e al posto mio ne entrano allo store almeno 100 al giorno, soldino del papi alla mano e nessuna altra velleità se non avere in mano l’ultimo modello con cui fare gli sboroni?

Ma la fascia di fedeli alla marca, la fascia che lo usa per qualcosa di più che per le foto su Instagram, la fascia che “se gli dai le prestazioni non ti abbandonerà mai”, dove la metti? Te ne freghi? Lasci che un giorno, esasperata da questo tuo fallimento si rivolga ai tuoi concorrenti? Che venga assorbita da fasce di prezzo inferiori o dal mercato cinese?

Perché il passo dall’essere lovers a trasformarsi in haters è breve, #sapevatelo.

Breve quanto i secondi che ci vogliono per far apparire il messaggio sul vostro sito quando chiedo assistenza e mi dite “il tuo dispositivo non è più in garanzia, per avere assistenza devi pagare 29€”.

Breve quanto il tempo che ci mette la batteria dei vostri melafonini a scaricarsi e lasciarmi a piedi.

Breve quanto la strada che mi conduce ad un negozietto cinese qualsiasi, per sostituire la batteria con 30 – 45€ e in mezz’ora, invece che spenderne 79€ e aspettare una settimana.

Una settimana senza telefono, perché se vuoi il sostitutivo indovina? Devi pagare per averlo.

Ovviamente.

(siamo proprio al ridicolo: la logica del nofrills originariamente applicata dalle low cost, che incontra il prodotto di fascia astronomica).

Perché tanto, non stiamo a raccontarcela che se fai fare interventi di riparazione da un rivenditore non autorizzato poi Apple non ti garantisce più quel prodotto, su, e chi stiamo tentando di prendere in giro? Chi mai di noi riporterà il proprio telefono con la speranza che venga valutato (onestamente) per la sostituzione, o rottamazione, o rigenerazione? Chi mai spera di poterlo rivendere, se non per “canali alternativi”? Chi mai spera di averne una garanzia che duri più dello striminzito anno di partenza? (che per legge in Italia dovrebbe essere di due anni, ma in ogni caso, neanche con lo scontrino alla mano Apple ve la garantisce oltre i 12 mesi. È escluso. Scordatevelo proprio).

Suvvia dai, sul serio. Smettiamola di vivere nel mondo delle favole e arrendiamoci alla realtà: io oggi ho portato a sostituire la batteria: Apple mi conferma, a seguito di check da remoto, che la batteria aveva un problema, ma non mi ha offerto soluzioni fattibili (o economicamente affrontabili) e perciò oggi le ho detto ciao.

Ciao Apple e il mio amore incondizionato. Ciao Apple col customer care “più figo che c’è” (ma anche no). Ciao Apple “lo paghi tanto ma li vale tutti”.

Ciao. È stato bello finchè durato, ma ora è finita.

Un pezzo del mio cuore se n’è andato con questa doccia fredda (non è la prima, ma la speranza è stata l’ultima a morire).

Comincio a guardarmi in giro e cercare alternative. E intanto, cambio la batteria dai cinesii che tanto, voglio dire, ci vuole poco ad offrire prestazioni superiori alla tua originale eh…

 

Firmato, una lover che si sta trasformando in hater

 

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